Clinica: Centro antifumo

Il CPSF, attivo dal 2000 come Servizio dell’Azienda Policlinico Umberto I°, dall’agosto del 2009 è afferito al Centro Regionale Alcologico della Regione Lazio (CRARL, che è allo stesso tempo una U.O.D. dell’Azienda) diretto dal prof. Mauro Ceccanti.

Il CPSF costituisce quindi la sezione tabaccologica del CRARL, che è diventato Centro di riferimento Alcologico e Tabaccologico dell’Azienda Policlinico Umberto I°.

Per svolgere la sua attività clinica nel trattamento del tabagismo, il CPSF si avvale di un approccio terapeutico che permette di utilizzare in modo variamente integrato, in base alle caratteristiche dei singoli pazienti, uno o più dei seguenti metodi e farmaci attualmente validati scientificamente [1]:

  •  il counselling individuale
  •  la terapia di gruppo
  •  il Bupropione (TB)
  •  la Vareniclina (VT)
  •  la Terapia Sostitutiva Nicotinica  (TSN) (1)

Il Centro collabora inoltre con l’Istituto Superiore di Sanità e ha partecipato alla stesura delle linee guida per operatori sanitari di primo livello.

Tutte le prestazioni erogate ai pazienti sono soggette a ticket.

Partecipazione al programma di terapia di gruppo GFT (Gruppi di Fumatori in Trattamento)

Per ciascun gruppo è prevista la partecipazione di circa 20 persone che seguono il seguente percorso:

Incontro individuale, propedeutico alla partecipazione al programma. In questa sede viene compilata una cartella clinica che tiene conto dei dati anamnestici generali e specifici. Al paziente vengono somministrati alcuni test riguardanti il suo livello di dipendenza tabagica, le abitudini alimentari e l’eventuale presenza di disturbi dell’umore. Inoltre viene riportata l’anamnesi, l’esame obbiettivo, gli usuali parametri vitali e il dosaggio del CO espirato.

Viene illustrato il programma di terapia di gruppo e vengono proposte, quando indicate, terapie farmacologiche associate, a base di Bupropione (BT), Vareniclina (VT) o Terapia Sostitutiva Nicotinica (NRT).

Trattandosi di un programma terapeutico di tipo cognitivo-comportamentale, alcuni consigli di tipo comportamentale vengono dati subito al paziente, per favorire la sua capacità di controllo del numero di sigarette fumate e quindi permettere un miglioramento della sua percezione di autoefficacia.

Dopo il primo incontro il paziente non dovrebbe avere false aspettative sul programma e viene messo in condizione di porre in atto, sin da subito, un cambiamento graduale dei suoi comportamenti tabagici. Il tempo di attesa tra il primo colloquio e l’inizio della terapia di gruppo viene quindi considerato come un periodo “attivo”, in cui il paziente comincia a “lavorare” sul problema e ciò permette di verificare, sia agli operatori che al paziente stesso, la sua effettiva attitudine al cambiamento. Se durante questo periodo si ottiene una significativa riduzione del numero di sigarette fumate, il soggetto può tornare per un’ulteriore misurazione del CO espirato, la cui diminuzione di concentrazione può servire da rinforzo per la sua decisione di cambiamento.

La quasi totalità di utenti sceglie di partecipare ai corsi GFT. In caso di difficoltà logistiche, o di indicazioni terapeutiche particolari, viene proposta una assistenza individuale.

Il protocollo utilizzato per la terapia di gruppo deriva da quello del “Piano dei 5 giorni”, adottato negli U.S.A. da Mc Farland e Folkemberg negli anni Cinquanta, successivamente importato in Italia da Mangiaracina nel 1975 e dallo stesso modificato [2], in quanto al piano originale sono stati aggiunti: il colloquio clinico già descritto, una seduta preliminare e 4 sedute di mantenimento successive, una volta a settimana.

È prevista la cessazione del fumo per 24 ore dopo il primo incontro dei cinque giorni consecutivi (dal lunedì al martedì).

Attualmente, presso il nostro Centro sono previsti ulteriori 3 incontri di follow-up di cui quello finale a distanza di un anno dalla cessazione del fumo, per un totale quindi di 14 incontri. Il corpo centrale del programma resta costituito da 5 sedute consecutive, l’ultimo follow-up arriva a 1 anno.

In caso di mancata partecipazione a qualcuno degli incontri previsti, i pazienti vengono contattati telefonicamente per monitorare l’evoluzione delle diverse situazioni.

I gruppi GFT partono in media ogni due mesi e le sedute si svolgono la sera dalle 19 alle 20. Una volta all’anno è previsto un programma con sedute nella tarda mattinata per dare anche a tipi particolari di utenti (anziani, lavoratori dell’Azienda, e altri) la possibilità di partecipare.

Alla fine di ogni seduta viene consegnata al partecipante una piccola guida in forma cartacea, con consigli dietetici e comportamentali, nonché informazioni varie sul tabagismo.

Una collaborazione preziosa è quella con l’esperto di problemi alimentari, data la frequente, e non ingiustificata, preoccupazione rispetto all’incremento ponderale che si può verificare con lo smettere di fumare.

Importante è poi la partecipazione alle sedute di ex fumatori, i quali, avendo già seguito il programma, risultano molto motivati e con la loro testimonianza possono dare un contributo positivo ai fini terapeutici.

A intervalli stabiliti dal protocollo terapeutico e di ricerca, i pazienti compilano schede che riportano la loro condizione riguardo al fumo, la presenza di eventuali problemi (sintomi da astinenza, effetti collaterali da farmaci) e viene loro misurato il CO espirato.

E’ risultato utile organizzare almeno due momenti sociali di “festeggiamento”: il primo dopo un mese di astinenza e il secondo a distanza di 12 mesi. Quest’ultimo riveste un valore simbolico importante: in questa occasione infatti vengono registrate ufficialmente le percentuali di successi, confermate dalla misurazione del CO espirato, e viene rilasciato a ogni partecipante astinente un “diploma di non fumatore”.

Prevenzione delle recidive

Come avviene in tutte le dipendenze, il percorso di disassuefazione è gravato da un alto numero di recidive. Il CPSF vanta dei risultati molto positivi, in quanto i controlli a 1 anno mostrano una percentuale di successi pari a poco meno del 50%. E’ da notare che il 30% è considerato un buon risultato per un Centro Antifumo di II livello, qual è il nostro.

Per cercare di aumentare ulteriormente le possibilità di successo, i pazienti vengono invitati a organizzare sedute “ autogestite” presso il Centro, previa prenotazione per l’uso dello spazio adibito alle sedute stesse. La possibilità di utilizzare tale modalità di incontro è stata prevista per dare ai pazienti la sensazione di non essere “abbandonati” a loro stessi dopo le sei settimane del programma intensivo e per fornire loro un’ulteriore possibilità di supporto nel percorso verso la “guarigione” dallo stato di dipendenza. I pazienti quindi, oltre alla partecipazione al gruppo “chiuso”, che termina dopo 1 anno, possono così effettuare un percorso in qualche modo parallelo di tipo “aperto”, simile per intendersi a quello degli Alcolisti Anonimi.

Da qualche anno, nell’ottica di mantenere il contatto col proprio gruppo, ma anche per poter condividere esperienze con partecipanti ad altri gruppi, precedenti o successivi al proprio, e altre persone interessate a vario titolo alla problematica tabagica, è stato creato il gruppo Facebook “Gruppo Antifumo Centro Policlinico senza Fumo”.

Note bibliografiche

  • www.cochrane.org
  • Mangiaracina G. – Uscire dal Fumo. Edizioni ADV, Firenze, 1975.
  • Mangiaracina G. – Curare il Fumo. Edizioni EDUP, Roma, 2003.