FASD

Danni fetali dovuti all’uso di alcol in gravidanza

La Sindrome Feto-Alcolica è una condizione malformativa complessa del neonato e del bambino, dovuta all’effetto teratogeno dell’alcol assunto dalla madre durante la gravidanza: l’alcol è infatti un tossico e colpisce direttamente il feto poiché passa direttamente dalla madre al bambino.

Si manifesta con:

  • Microcefalia
  • Ritardo di crescita
  • Anomalie facciali
  • Alterazioni neurologiche (e disturbi quali: iperattività, disturbi dell’attenzione, problemi di apprendimento, alterazioni delle abilità cognitive complesse).

La FAS rappresenta la più comune causa di ritardo mentale, conosciuta, acquisito nell’infanzia, pertanto totalmente prevenibile mediante l’astensione completa della gestante dal consumo di alcol. Gli effetti dell’alcol sul feto variano dall’assenza di danni fino all’aborto, comprendendo uno spettro di manifestazioni cliniche definito FASD (Fetal Alcohol Spectrum Disorders) che, oltre alla FAS, include la FAS parziale (PFAS), i Difetti congeniti neonatali associati all’alcool (ARBD: Alcohol Related Birth Defects) ed i Disturbi dello sviluppo neurologico associati all’alcool (ARND: Alcohol Related Neurodevelopmental Disorders).

Evidenze fornite dagli studi sugli animali e sugli esseri umani sottolineano una notevole variabilità con cui si esprime l’effetto teratogeno dell’uso dell’alcool durante la gravidanza. La variabilità dipende da numerosi fattori: la quantità di alcool consumata durante la gravidanza, la modalità di assunzione (uso continuo vs binge), l’epoca gestazionale in cui si è verificato l’abuso (I, II o II trimestre di gravidanza), l’età della madre, l’indice della massa corporea, la genetica della madre e del bambino, variabili post natali come la qualità della nutrizione del neonato, condizioni socio-culturali del nucleo familiare e la ricchezza di stimolazioni dell’ambiente (Jacobson, 2006; Fiore, 2009; Ceccanti, 2010).

Per tener conto di questa variabilità, il termine FASD (Fetal Alcohol Spectrum Disorders) è ormai entrato nell’uso comune come termine-ombrello, non propriamente diagnostico, per riferirsi all’intera gamma degli effetti negativi che possono manifestarsi negli individui le cui madri hanno assunto alcool in gravidanza: anomalie strutturali, disabilità comportamentali e neuro cognitive. Rispetto al continuum proposto, la FAS rappresenterebbe un punto dello spettro che può avere al suo estremo ultimo anche la morte del feto (Lemoine, 1968; Jones, 1973; Astley, 2000; Mattson, 2011).

Esposizione in utero all’alcol:

  • Moria del feto
  • Malformazioni
  • Ritardo della crescita
  • Deficit funzionali

Il Centro di Riferimento Alcologico della Regione Lazio (CRARL) su finanziamento della Regione, ha effettuato il primo studio di prevalenza europeo sulla sindrome e disturbi correlati, nella Regione Lazio, attraverso una metodologia di accertamento attivo. Sono stati esaminati i bambini frequentanti la prima elementare negli anni scolastici 2003-2004/2004-2005 in due zone selezionate all’interno della ASL RMH e RMG. Si è trattato del primo studio in Europa che ha seguito una metodologia di accertamento attivo e per questo motivo la prevalenza ottenuta è risultata più alta di quelle ottenute attraverso i metodi passivi come per esempio la consultazione dei registri di diagnosi alla nascita.

Su un totale di 976 bambini 46 sono risultati affetti da un disturbo correlato all’esposizione all’alcol in utero, pari ad una percentuale del 4,7% del campione analizzato (Kodituwakku, 2006; Aragon, 2007; May, 2011).

DOCUMENTI

POLICLINICO NEWS – Alcol vietato in gravidanza e in allattamento!

CORSI

Corso ECM 10 Novembre 2016