Ricerca: l’alcol e i suoi effetti

Pur rappresentando una sostanza giuridicamente legale, l’alcol è una sostanza psicotropa che può dare dipendenza, oltre a causare patologie, traumi gravi, incidenti, turbe mentali e del comportamento.

Quando si parla di alcol contenuto nelle bevande alcoliche ci si riferisce all’etanolo, una molecola piuttosto piccola costituita da due atomi di carbonio (CH3-CH2-OH), estremamente solubile sia nell’acqua che nei lipidi. Grazie alle sue dimensioni ridotte è in grado di penetrare facilmente nei tessuti, di entrare nel flusso sanguigno piuttosto rapidamente e, attraverso di esso, diffondere in tutto l’organismo.

L’etanolo si forma naturalmente come prodotto dell’ossidazione dello zucchero per fermentazione. La maggior parte delle bevande alcooliche sono bevande fermentate (vino – birra) ed hanno concentrazioni alcoliche fino al 12%. Le bevande con più alto contenuto di etanolo sono invece prodotte per distillazione dei prodotti fermentati (liquori che possono arrivare anche al 70% di contenuto di alcool).

[heading text=”Alcolismo” tag=”h3″ align=”left”]

Per alcolismo si intende una sindrome patologica determinata dall’assunzione acuta o cronica di grandi quantità di alcol. Nonostante l’etimologia della parola alcol, risalente agli arabi e che significa “il meglio di una cosa”, potrebbe far pensare ad una sostanza “benefica”, oggi l’abuso di alcol rappresenta la terza causa di morte, dopo le malattie cardiovascolari e i tumori.

La nascita ed il consumo delle bevande alcoliche risalgono a tempi antichissimi. Le prime bevande alcoliche si ritiene siano comparse sulla terra più di 20.000 anni fa e già i cacciatori e i coltivatori della preistoria pare conoscessero l’effetto stupefacente della fermentazione dell’uva e dei cereali.

Nonostante l’uso eccessivo di alcol e l’ubriachezza siano stati riconosciuti come causa di problemi sociali già a partire da migliaia di anni fa, risale solo al 1647 la prima documentazione, da parte di un monaco greco di nome Agapios, della tossicità che l’abuso cronico di alcol induce a livello del sistema nervoso centrale insieme ad una vasta gamma di altri disturbi quali convulsioni, paralisi ed emorragie interne.

[heading text=”Gli effetti dell’abuso alcolico” tag=”h3″ align=”left”]

L’alcol può indurre nell’organismo alterazioni acute o croniche, a seconda del tempo che intercorre tra l’abuso alcolico e i suoi effetti sull’individuo. Le manifestazioni acute sono quelle indotte da un recente abuso di alcolici e i sintomi sono direttamente proporzionali all’alcolemia riscontrabile nel sangue; le alterazioni croniche, invece, sono collegate all’assunzione di alcol in quantità eccessive e per un periodo lungo di tempo.

[heading text=”Manifestazioni acute” tag=”h3″ align=”left”]

L’intossicazione acuta è dovuta all’effetto, dapprima disinibente e poi depressivo, dell’alcol sul sistema nervoso centrale. Dal punto di vista clinico si distinguono tre quadri: l’ebbrezza semplice, in cui da un iniziale stato di eccitamento psicomotorio con euforia, senso di benessere, iperattività, si passa gradualmente a uno stato depressivo con ottundimento della coscienza, rallentamento ideomotorio fino al sonno profondo o, in alcuni casi, al coma; l’ebbrezza complicata, le cui manifestazioni, simili alle precedenti, sono più rilevanti; l’ebbrezza patologica, caratterizzata da manifestazioni particolarmente intense o abnormi, che compare anche per dosi modeste di alcol e si osserva in caso di psicopatie, lesioni cerebrali, insufficienze mentali, epilessie.

[heading text=”Manifestazioni croniche” tag=”h3″ align=”left”]

L’alcolismo cronico, dovuto all’abuso prolungato di alcol, comprende alterazioni della personalità e alterazioni psicotiche legate al danno cerebrale organico prodotto dall’alcol. I danni organici più frequentemente correlati all’alcolismo cronico riguardano il sistema nervoso centrale (atassia, epilessia, Sindrome di Korsakoff, atrofia cerebrale, demenza), il sistema nervoso periferico (Polineuropatia tossica e carenziale), l’apparato cardiovascolare (miocardiopatia alcolica, aritmie, ipertensione arteriosa), l’apparato digerente (infezioni, flogosi, neoplasie, esofagiti, gastriti, ulcere, pancreatiti, steasi, epatiti, cirrosi), l’apparato endocrino (sindrome di Cushing), l’apparato riproduttivo (ridotta fertilità, ipogonadismo), l’apparato locomotore (osteoporosi), il sistema emopoietico (anemia megaloblastica).

[heading text=”Etanolo e stress ossidativo” tag=”h3″ align=”left”]

Il consumo di etanolo promuove stress ossidativo nelle cellule inducendo alterazioni morfologiche e funzionali di organi bersaglio quali il cervello. L’etanolo somministrato ai mammiferi induce effetti neurotossici in specifiche aree del sistema nervoso centrale come il sistema limbico, la corteccia e lo striato. Questi effetti si manifestano principalmente a livello del sistema colinergico, dove si può osservare neurodegenerazione sia a seguito di trattamento di animali giovani che adulti o anziani. La somministrazione di etanolo durante la gravidanza induce gravi danni al sistema nervoso centrale sia della madre che dei piccoli, danni che permangono anche durante la vita adulta.

La proteina NGF (Nerve Growth Factor) è una neurotrofina che regola la crescita, la sopravvivenza e le plasticità dei neuroni, possiede inoltre capacità neuroprotettive nell’adulto e potenzialmente nel feto, a seguito di danno a livello del sistema nervoso. Numerose evidenze sperimentali dimostrano che l’etanolo è in grado di alterare l’espressione di diverse neurotrofine in varie aree cerebrali come l’ippocampo, la corteccia ed il cervelletto, implicate in funzioni di apprendimento e memoria.

Studi recenti hanno dimostrato che i polifenoli possiedono proprietà antiossidanti e protettive nel sistema nervoso e circolatorio anche a seguito di danno indotto da composti citotossici. I polifenoli sono composti naturali presenti in diversi vegetali come la vite e l’ulivo, sono pertanto presenti sia nel vino che nell’olio d’oliva. I polifenoli più noti sono gli antociani ed il resveratrolo. Obiettivo degli studi più recenti è quindi quello di studiare l’eventuale effetto benefico di molecole ad azione antiossidante, in particolare dei polifenoli presenti nel vino e nell’olio, nel limitare e/o prevenire il danno indotto da etanolo nel sistema nervoso.