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Rosaria Ciccarelli Messaggi: 25
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Data: 25/04/12
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purtroppo anche nelle carceri viene distribuito il vino in cartone

Nel carcere di Rebibbia, considerato un carcere modello, viene distribuito il vino in cartone ai detenuti. leggi l'articolo

 

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/12_aprile_23/maxirissa-rebibbia-un-accoltellato-2004196507630.shtml

VIDEO SULLA FASD IN SUDAFRICA

 

 

 

Un importante video sulla Sindrome Feto Alcolica in Sudafrica è stato pubblicato sul quotidiano IlSole24Ore

 


 

http://video.ilsole24ore.com/SoleOnLine5/Video/Notizie/Medio%20Oriente%20e%20Africa/2012/sudafrica-dramma-bambini/sudafrica-dramma-bambini.php

 

 

 

In Inghilterra c'è allarme alcol tra i giovani e non

 

16/02/2012 - IL PREMIER: NESSUNA INCRIMINAZIONE, MA EVITEREMO CHE FACCIANO DANNI
"Troppi ubriachi" l’Inghilterra vuole le celle anti-sbornia
Gli inglesi con problemi di dipendenza dall’alcol sono 1,6 milioni
La crociata di Cameron contro l’abuso di alcol: "In prigione fino a quando non saranno sobri"
ANDREA MALAGUTI corrispondente da Londra
«È uno scandalo quotidiano con cui ora faremo i conti». Così parlò David Cameron, primo ministro di Sua Maestà, in visita a un ospedale del Nord-Est del Paese, costretto a confrontarsi con le ultime due fotografie scattate sull’Inghilterra alcolica. La prima è del «Daily Mail». E ha fatto il giro del Regno. È un dettaglio. Ma fa impressione. Scattata a Manchester, fuori da un pub. Sono le tre di notte. Si vede una ragazza, evidentemente minorenne, spalmata sull’asfalto, con una gamba che penzola giù dal marciapiede. Le calze rotte. Ha un vestito nero, elegante, i capelli raccolti in una coda e il viso schiacciato su un braccio, la bocca spalancata. La didascalia dice che è in coma etilico, in attesa di un’ambulanza che arriverà tre minuti dopo. Di fianco a lei una bottiglia rovesciata di Pinot Grigio. La seconda fotografia l’ha fornita invece l’Ufficio Nazionale di Statistiche e restituisce il quadro generale: gli scatti identici a quello di Manchester potrebbero essere seicento ogni sera. Va da sé che è una media. Diciamo cento il lunedì e ottocento il fine settimana. Nel 2011 i ricoveri per problemi legati all’abuso di alcol sono stati duecentomila. Il doppio di dieci anni fa. «Un costo di 2,7 miliardi di sterline per il servizio sanitario nazionale», ha spiegato il premier. Ma il conto arriva a 20 miliardi se si calcolano danni ai locali, pulizie, straordinari per polizia e medici, o magari gli incidenti stradali. Un effetto domino senza fine. «Inaccettabile. Bere responsabilmente deve diventare una realtà. Non uno slogan». E per dimostrare che non stava scherzando Cameron ha svelato il piano da sottoporre al Parlamento dopo un confronto durato oltre un anno con le aziende che producono alcolici. Tre i punti chiave. Il primo: «drunk tanks», celle mobili. Sul modello americano. Prigioni volanti in cui verranno rinchiusi gli ubriachi in attesa che smaltiscano la sbornia. Nessuna incriminazione per loro, ma saranno tolti dalla strada il numero di ore necessario a impedire che facciano danni. Il secondo: «booze buses», autobus antisbornia, con infermieri a bordo che raccoglieranno i ragazzi fuori controllo e li aiuteranno a trovare la strada di casa. Il terzo: l’aumento del prezzo minimo dell’alcol. Oggi è libero. Basterebbe alzare il costo a mezza sterlina a unità per evitare duemila morti l’anno. Le associazioni dei produttori sono contrarie e sostengono che anche l’Unione Europea lo sarebbe. «La scelta sarebbe in contrasto con le norme del libero commercio». Non con quelle del buon senso. I numeri dell’associazione Alcohol Concern dimostrano che - nonostante 1,6 milioni di persone con problemi di dipendenza dal 2004 il numero dei bevitori è calato del 13%. «Dunque il prodotto è di qualità peggiore». Anche Harry Potter, l’attore Daniel Radcliffe, ha deciso di dare il proprio contributo alla crociata. «Alzavo il gomito anch’io. Credevo che fosse un modo per essere più felici. Sono ricco. Privilegiato. Ma non basta mai. C’è molta pressione. Ai ragazzi viene detto di continuo: cerca di essere felice. E se loro non ci riescono si sentono sbagliati. Così ricorrono a rimedi facili». Racconta la storia di un amico-collega. Una sera un poliziotto lo trovò mentre sbuffava cercando di spostare una panchina imbullonata al marciapiede. Quello gli chiese: che fai? Lui lo fissò con occhi indignati, come se l’agente fosse troppo stupido per capire la serietà del suo lavoro. Poi precipitò a terra ridicolmente, attratto dalla forza enigmatica della gravità. Radcliffe lo riportò a casa. «Ma lì ho capito che era davvero troppo».
grande notizia mondiale

grande notizia mondiale

UNICEF: IN INDIA SI 'FESTEGGIA' UN ANNO SENZA POLIO

ERA IL PAESE EPICENTRO MONDIALE DELLA MALATTIA.
(DIRE - Notiziario Minori) Roma, 3 feb. - Sembra si sia interrotta in India la trasmissione della polio: e' passato un anno (13 gennaio 2011) dall'ultimo caso segnalato di poliomielite, quello di una bambina di due anni del Bengala occidentale. Lo segnala l'Unicef. L'India un tempo era conosciuta come il paese con l'epicentro mondiale della polio. Nelle prossime settimane, se tutte le indagini di laboratorio daranno esiti negativi, l'India sara' ufficialmente considerata come Stato in cui la trasmissione alla polio e' stata fermata.

Il numero dei paesi-endemici, in cui la trasmissione della malattia non si e' mai arrestata, sara' ridotto ad un minimo storico di tre: Pakistan, Afghanistan e Nigeria.

L'India deve comunque continuare a tenere alta l'attenzione sul viurs della polio e sui livelli di vaccinazione dei bambini, per evitare che la polio ritorni. Nel 2011, il Pakistan e l'Afghanistan hanno entrambi registrato un aumento allarmante dei casi di polio; in Cina, in cui non si riscontravano casi dal 1999, il virus della polio e' ritornato dal Pakistan.

In Africa, la trasmissione attiva della polio continua in Nigeria, Ciad e nella Repubblica Democratica del Congo, con focolai in Africa occidentale e centrale, negli ultimi 12 mesi.

Bisogna ricordare che fino a quando la polio esistera', sara' una minaccia per tutto il mondo. I leader della salute mondiale hanno reso omaggio al governo indiano per la sua leadership e per l'impegno finanziario per combattere la polio, a milioni di vaccinatori, ai Rotariani, a genitori e assistenti che da oltre un decennio hanno sostenuto l'eradicazione della polio.

Lo sforzo per raggiungere questi obiettivi e' stato da capogiro:
ogni anno, piu' di 170 milioni di bambini sotto i 5 anni sono stati vaccinati durante le due campagne di immunizzazione nazionale, con 70 milioni di bambini che vengono vaccinati piu' volte in ulteriori campagne speciali, nelle aree piu' a rischio.

Questo sforzo ha richiesto ogni anno quasi un miliardo di dosi di vaccino antipolio orale. Questo risultato in India salvera' ogni anno centinaia di migliaia di bambini da paralisi permanenti o da morte.

(Wel/ Dire)
In coma etilico dopo il rave party folle

Non è divertente sfondarsi di alcol e sentirsi male! Possibile che non si riesca ad immaginare un modo diverso di divertirsi e stare insieme? siamo ancora ai "sabba" del medioevo? e questa sarebbe la modernità? io non lo penso affatto che sia stata una bella festa!!

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/436616/

 

Centinaia di ragazzi da tutta Europa all'ex Manifattura Tabacchi per due giorni di festa finiti in fiumi di alcol e overdose da stupefacenti

massimo numa
 
torino

Malori e coma etilici a catena al termine di due giorni di rave party nell'ex Manifattura tabacchi di via Rossetti. Sono arrivati qui da tutta Europa, centinaia di ragazzi, molti punkabbestia insieme ai loro cani hanno occupato questa azienda abbandonata. Al freddo, vetri rotti, cumuli di rifiuti e dopo due giorni di festa stanno uscendo alla spicciolata, con i loro furgoni o a piedi. Sono intervenute già quattro ambulanze del 118 per soccorrere i ragazzi in coma etilixco o in overdose da stupefacenti. Sono intervenute anche due pattuglie della polizia per verificare cosa sta accadendo.
Il rave party sta finendo adesso, dopo oltre quarantotto ore di festa. Gli ultimi ragazzi stanno smontando l'accampamento.

Un barista si rifiuta di dare alcolici ad un ubriaco: questo è un esempio di giusto comportamento

ROMA: AL PORTUENSE

Il barista gli rifiuta l'alcol e lui sfonda l'ingresso con il suv

L'uomo, 45 anni, ha prima distrutto la vetrata del locale, poi si è scagliato contro gli agenti intervenuti. Arrestato per danneggiamento aggravato e minacce a pubblico ufficiale

http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/12/30/news/il_barista_gli_rifiuta_l_alcol_e_lui_sfonda_l_ingresso_con_il_suv-27418573/

 

Sindrome Feto Alcolica

Studio Cnr: alcol pericoloso in gravidanza
rischi di malformazioni per i nascituri
 
ROMA - Alcol e gravidanza, due mondi da tenere distanti. Concedersi infatti un brindisi durante i 9 mesi di gestazione può provocare diversi danni e gravi malformazioni al nascituro. A confermarlo è una ricerca realizzata dall'Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibcn-Cnr) insieme all'Istituto superiore di sanità (Iss) e al Centro di riferimento alcologico CRARL dell'Università Sapienza di Roma. Lo studio, condotto sui topi, ha evidenziato l'alterazione dei fattori di crescita nei piccoli nati da madri che hanno consumato alcolici durante la gravidanza. La ricerca è stata pubblicata su "Neurobiology of Aging".

«I risultati dello studio - spiega Marco Fiore, ricercatore dell'Ibcn-Cnr - hanno mostrato che nei topi anziani, nati da madri esposte durante la gravidanza ad alcol, i fattori di crescita Ngf, Bdnf, Hgf e Vegf, hanno subito delle alterazioni, sia nel cervello, sia nel fegato e nel rene».

Sono circa il 4,7% i bambini che presentano alla nascita
forme non conclamate di sindrome feto-alcolica e di questi «ben lo 0,8% dei nuovi nati - precisa l'esperto - mostra addirittura un ritardo mentale con dismorfologie facciali, alterato sviluppo delle ossa del cranio e deficit di crescita». I dati riscontrati nello studio evidenziano effetti diversi a seconda della modalità dell'esposizione all'alcol durante la gravidanza.

«In particolare - spiega la ricerca - Il Nerve growth factor, scoperto dal Premio Nobel Rita Levi-Montalcini, ha un ruolo chiave nella vita delle cellule nervose del cervello e del sistema nervoso periferico. Il Bdnf, Brain derived neurotrophic factor, invece previene la degenerazione delle cellule cerebrali, l'Hgf regola la crescita e il metabolismo delle cellule epatiche e ha un ruolo di protezione delle cellule nervose del cervello. Infine il Vegf, partecipa ai processi rigenerativi dei tessuti vascolari e del fegato a seguito del danno indotto da epatiti».

Secondo i ricercatori, «il danno cerebrale nel topo anziano a livello dei fattori di crescita non si osserva se l'esposizione all'alcol avviene sotto forma di vino rosso, grazie alla presenza di composti con proprietà antiossidante e neuroprotettiva come polifenoli e antociani». «Dati più recenti in via di pubblicazione - avverte Mauro Ceccanti, Centro di riferimento alcologico - hanno dimostrato come tale protezione a livello dell'Ngf e del Bdnf è stata osservata anche su tessuti del sistema endocrino come la tiroide». Anche per questi motivi «gli effetti antiossidanti e neuroprotettivi - sottolinea la ricerca - non sono comunque sufficienti a contrastare totalmente il danno indotto dall'alcool durante la gravidanza».

«Il rischio di partorire un bambino con sintomi della sindrome fetale alcolica comunque esiste - sottolinea Fiore - e alcuni fattori come fumo di sigarette, consumo di droghe o farmaci, stress ambientali o maggiore sensibilità della madre all'alcool possono amplificare tale danno. Altri - conclude - possono invece contribuire a limitare il danno. Ad esempio: vitamine del gruppo B, come l'acido folico o la tiamina».

COMMENTO DEL PROF. CECCANTI

 

Professore Ceccanti abbiamo letto in questi giorni, su tutti i giornali, i risultati della autopsia della cantante Amy Winehouse, in concreto l’artista aveva un tasso alcolemico 5 volte il consentito per guidare (in Gran Bretagna 0,8 gr/l), si parla quindi di uno shock alcolemico dopo un breve periodo di astinenza (sembra circa 30 gg). Ci può aiutare a capire che cosa può essere accaduto?
Se il valore rilevato era di 4,0 gr/l come si può capire dai dati riferiti, dobbiamo parlare di decesso conseguente all’istaurarsi di un coma etilico con depressione dei centri respiratori. L’alcol è un potente depressore del sistema nervoso centrale ed in persone, che non consumano continuamente quantità elevate di alcol, può determinare l’insorgenza del coma quando raggiunge livelli di alcolemia compresi tra 3,0 e 4,0 gr/l. In persone abituate ad un uso cronico eccessivo di alcol, questi livelli possono essere anche più elevati. Nel caso specifico, siamo di fronte al caso di una persona che a 4,00 gr/l è deceduta probabilmente per coma etilico.
Non conosco i precedenti consumi di alcol della cantante, ma sarei indotto a pensare che non fossero eccessivi poiché alcolemie di 4,0 gr/l non possono condurre a morte persone con problemi di alcol. In questi casi, infatti, si sviluppa una tolleranza all’alcol tale per cui a questi livelli di alcolemia si determina solo uno stato “disforico” caratterizzato da crisi di pianto e di allegria, con una instabilità motoria, ma non il coma. Ulteriori considerazioni che possiamo fare sono che: se questa alcolemia ha determinato la morte, allora ciò potrebbe essere  avvenuto per l’istaurarsi di una epatite acuta alcolica con atrofia giallo-acuta, una condizione che può portare a morte in poche ore. Ma in questo caso, le persone assumono un colorito giallo intenso per l’aumento notevole della bilirubina plasmatica legato alla disfunzione acuta del fegato.  Inoltre si deve ricordare che la fermentazione batterica intestinale produce alcol: questo può determinare un innalzamento dei valori alcolemici rilevati durante l’autopsia, i quali saranno tanto più elevati quanto più tempo trascorre tra la morte e l’accertamento autoptico. Ciò non significa che la persona non avesse bevuto una grande quantità di alcolici, ma significa che sarebbe opportuno indagare anche su altre cause di morte, in cui l’alcol sia un comprimario, non l’attore principale.

leggi l'intervista pubblicata sul sito

La morte della cantante Amy Winehouse merita una analisi

L'errore di Amy Winehouse “E' stata morte accidentale"

I risultati dell'autopsia sul corpo dell'artista sono stati resi pubblici. L'inchiesta è chiusa. L'autrice di Rehab aveva nel sangue un tasso alcolemico superiore di 4-5 volte al limite consentito. Nessuna sostanza illegale. A ucciderla un overdose di alcolici dopo un periodo di astinenza. Come sosteneva il padre, Mitch
LONDRA - E' finita. Gli esami dell'autopsia sul corpo di Amy Winehouse sono stati resi pubblici e hanno confermato le conclusioni degli esami tossicologici  eseguiti sui campioni organici prelevati dalla salma a fine agosto. Non c'erano tracce di droga nel corpo dell'artista, morta a 27 anni nella sua casa di Londra a Camden Square il 23 luglio. Nessuna presenza di sostanze illegali nell'organismo al momento del decesso.
L'inchiesta è dunque conclusa. Il verdetto, secondo quanto riferito dal coroner alla st.Pancras coroners court oggi, è "morte accidentale" ("misadventure") legata a un abuso di alcol. L'autopsia ha rilevato infatti un tasso alcolemico superiore di 4-5 volte al limite consentito per la guida, la star aveva 416mg di alcol per 100ml di sangue la notte in cui è spirata. Il limite legale è di 80mg. L'ipotesi è che l'autrice di Back to Black sia morta per uno shock seguito a uno "stop and go", cioè a un consumo eccessivo di alcolici dopo un periodo di astinenza. Overdose. Amy Winehouse non beveva da un mese prima di quella notte.
Nel suo appartamento sono state trovate tre bottiglie di vodka, due grandi e una piccola. Ma i test tossicologici hanno confermato l'assenza di sostanze illegale. I risultati dell'inchiesta danno dunque ragione alla famiglia della cantante, che sosteneva avesse smesso di drogarsi e che ad ucciderla fosse stato l'alcol. Nei giorni successivi alla sua morte i tabloid britannici avevano seguito diverse piste, parlando di crack, di ecstasy, di spacciatori segreti, di vita difficile tra riabilitazioni e ricadute.
Per settimane il padre Mitch aveva continuato a ripetere che Amy aveva smesso, che ad ucciderlafosse stata una violenta crisi di astinenza, aveva aspettato l'esito dei test tossicologici, perché l'esame autoptico non era stato sufficiente a capire cosa fosse successo. Con i risultati di oggi l'inchiesta è conclusa. Mitch Winehouse era presente al momento della lettura. Ha aspettato che la chiusura del caso fosse dichiarata. Poi è andato via, senza parlare con i giornalisti che lo aspettavano fuori, in silenzio.
ROMA: Testaccio sfiorata la tragedia

 

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_ottobre_22/lite-brucia-casa-1901904049463.shtml
PIAZZA Testaccio
Litigano e lei lo manda via di casa
Lui torna con molotov e dà fuoco a tutto
Tragedia sfiorata: l'uomo è rimasto ustionato
ed è stato arrestato. In salvo la moglie e i due figli

ROMA - La moglie lo caccia di casa e lui ritorna con una molotov con la quale incendia una finestra accanto alla porta d'ingresso. Ma quello che forse doveva essere solo un dispetto alla consorte per non averlo fatto rientrare a dormire si è invece trasformato in un rogo fuori controllo che ha rischiato di provocare una tragedia. È un palazzo di piazza Testaccio lo scenario dell'incendio domato giovedì notte dai vigili del fuoco dopo l'intervento dei carabinieri che hanno salvato la moglie e i due figli di un pregiudicato di 40 anni, Andrea B., già conosciuto dalle forze dell'ordine.

I suoi familiari sono miracolosamente usciti illesi dal rogo che ha semidistrutto l'appartamento, mentre l'incendiario è stato accompagnato all'ospedale Sant'Eugenio per ustioni alle braccia e alle gambe, e poi, dopo essere stato dimesso con una settimana di prognosi, è stato arrestato per incendio doloso aggravato.
Ma oltre che per la moglie e i figli è stata una nottata di terrore anche per gli abitanti del palazzo che, all'una circa, sono stati svegliati di soprassalto prima dalle urla della donna e poi dal fumo che ha rapidamente avvolto l'edificio.
Sono stati proprio loro ad avvisare i carabinieri e i vigili del fuoco: gli investigatori della stazione Aventino dell'Arma sono giunti in piazza Testaccio in pochi istanti e hanno bloccato il pregiudicato. Le fiamme avevano già avvolto la cucina e il salotto dell'appartamento dove si trovava ancora la famiglia del quarantenne. I soccorritori hanno accompagnato moglie e figli all'esterno del palazzo insieme con altri condomini che sono riusciti ad allontanarsi dallo stabile nel timore che le fiamme potessero estendersi anche ad altre abitazioni. Per fortuna non è accaduto: i pompieri hanno circoscritto il fuoco spento dopo circa mezz'ora. E solo a quel punto gli inquilini sono stati autorizzati a tornare a casa.
L'appartamento del quarantenne, condotto in camera di sicurezza in attesa dell'udienza di convalida dell'arresto, è stato dichiarato inagibile. Dalla ricostruzione dei carabinieri è emerso che nella tarda serata di giovedì l'uomo era rientrato a casa ubriaco e che, proprio per questo motivo, aveva avuto un violento litigio con la moglie. L'ennesima scenata di una donna ormai stufa della situazione che si ripeteva ogni sera. Così, alla fine, il quarantenne è stato cacciato di casa. Ma l'uomo ha meditato la vendetta e pochi minuti più tardi l'ha messa in atto, noncurante che nell'appartamento, oltre alla moglie, c'erano anche i figli.
Rinaldo Frignani
22 ottobre 2011 11:47
© RIPRODUZIONE RISERVATA
 
Una orribile storia di ordinario alcolismo

Monterotondo, romeno ubriaco picchia a morte la convivente: arrestato

   Venerdì 30 Settembre 2011 - 18:40  

ROMA - Ha massacrato la compagna fino a mandarla in ospedale, dove è morta quattro giorni dopo. Il pestaggio è avvenuto dieci giorni fa a Monterotondo, ma la storia è stata resa nota solo oggi. I carabinieri hanno arrestato un romeno di 34 anni su mandato della procura di Tivoli.
La vittima, anche lei romena, aveva 52 anni e viveva con l'uomo in un piccolo fabbricato privo di servizi igienici a Gattacea di Monterotondo. La sera del 20 settembre la donna è stata accompagnata dal figlio all'ospedale di Monterotondo, dove le sono stati riscontrate la frattura del naso e di due costole e soprattutto una lesione al fegato. La donna ha raccontato di essere caduta. È stata operata per ridurre l'emorragia interna, ma il 24 è morta per arresto cardiocircolatorio. I carabinieri di Monterotondo hanno indirizzato le indagini sul convivente della vittima, che è stato portato in caserma e arrestato. L'uomo ha ammesso di aver colpito la donna a pugni dopo che entrambi avevano bevuto troppo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

si mette in evidenza questo articolo di oggi

http://www.corriere.it/salute/sportello_cancro/11_settembre_15/superalcolici-eccesso-causa-cancro-martinella_702dcea6-d86e-11e0-b038-3e67ea432e86.shtml

 

Drunkoressia e binge drinking:
le nuove «cattive» abitudini dei ragazzi

Giovani a rischio per l'abuso di superalcolici
Aumentano in tutto il Paese i casi di cancro correlati

 

 

I superalcolici in eccesso possono causare il cancro
MILANO -
Alcol e cancro: un binomio finora troppo spesso sottovalutato che sta invece assumendo proporzioni preoccupanti. A tornare sull’argomento (in una discussione pubblicata sul Canadian Medical Association Journal)è questa volta un gruppo di studiosi francesi, sostenuto – nelle sue conclusioni dall’International Scientific Forum on Alcohol Research dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). E’ stato dimostrato da decenni di approfondite ricerche scientifiche, ricordano gli studiosi, che l’abuso di alcol ha numerosi effetti collaterali gravi che portano a morti premature per incidenti, malattie dell’apparato cardiocircolatorio, ictus ischemico, diabete, demenza, osteoporosi, cirrosi epatica (possibile anticamera di un tumore al fegato). E cancro, appunto. Del fegato, del pancreas, dell’intestino, di bocca, faringe esofago e laringe, persino del seno. D’altro canto non va dimenticato che varie analisi hanno provato gli effetti benefici per la salute di un consumo moderato di vino e dei suoi polifenoli, che hanno capacità protettive soprattutto contro alcune patologie cardiovascolari e cerebrali.

 

LE CIFRE NOSTRANE? PREOCCUPANTI - Secondo i dati recentemente resi noti dall’Osservatorio nazionale Alcol dell’Istituto Superiore di Sanità (in occasione della presentazione del Libro Bianco della gastroenterologia italiana ) in Italia sono oltre 25mila i decessi causati ogni anno dall’alcol e sono in costante crescita le patologie collegate all’eccedenza quotidiana, come la steatosi epatica o gli episodi di intossicazione alcolica, per i quali il 17 per cento delle ospedalizzazioni è a carico di giovanissimi (con un’età inferiore ai 14 anni). E ancora: il 20 per cento circa dei ricoveri ospedalieri annui e il 10 per cento di quelli in terapia intensiva è alcol-correlato (traumatismi, cirrosi collegate al trapianto, incidenti), così come il 35 per cento dei trapianti di fegato. Infine, l’abuso di alcolici è responsabile di circa un caso di cancro su dieci: nell’ultimo anno monitorato, il 2008, secondo le stime dell’Iss si contano 6.356 decessi per tumori maligni attribuibili all’alcol, il 4,4 per cento del totale. Dati allarmanti, se si pensa che in Italia abbiamo oltre nove milioni di consumatori a rischio e che uno su cinque ha meno di 16 anni.

DANNI DA ALCOL – L’abuso alcol può deteriorare il nostro organismo alterando l’attività delle cellule e causando danni genetici, tossicità, cancerogenesi. «L’azione tossica dell’etanolo e del suo metabolita acetaldeide è ben nota da tempo – sottolinea Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio Alcol dell’Iss -. A livello gastroenterologico il consumo di alcol favorisce una serie di alterazioni quali, ad esempio: ipetrofia delle parotidi, stomatite, glossite, reflusso gastro-esofageo, gastropatiaemorragico-erosiva, malassorbimento». Più recentemente, poi, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha inserito il consumo di bevande alcoliche fra le sostanze cancerogene (la correlazione è stata evidenziata con le neoplasie di: cavità orale, esofago, faringe, laringe, fegato, colon-retto e mammella, mentre i dati sullo stomaco sono ancora in dubbio). «Non è possibile a oggi stabilire un dosaggio sicuro, per cui l’uso di bevande alcoliche rimane un comportamento genericamente a rischio – aggiunge Scafato -. Per quanto concerne il rapporto fra alcol e cancro, l’European Code Against Cancer considera a basso rischio il consumo di una unità alcolica al giorno per la donna e due per l’uomo».

PAROLA D’ORDINE: MODERAZIONE – Dunque, che fare? Bisogna mettere in discussione anche il “classico” bicchiere di vino o birra durante i pasti? In realtà gli esperti sono concordi nel prescrivere moderazione e un consumo “intelligente” di alcolici (e ancor più di superalcolici distillati, come rhum, grappa, whisky e vodka che andrebbero riservati ad occasioni speciali), basandosi su sesso ed età del bevitore. In sostanza bere, anche quotidianamente ma non a digiuno, un calice di vino o un bicchiere di birra è una buona abitudine. Ma gli alcolici vanno banditi sotto i 15 anni perché il metabolismo dei giovanissimi non è ancora sufficientemente sviluppato e il loro apparato digerente non riesce a smaltire l’alcol che risulta così più tossico. Per lo stesso motivo è bene limitarsi a un bicchiere giornaliero fra i 16 e i 20 anni e dopo averne compiuti 65 (il fisico, si sa, tende a «regredire» verso l’infanzia). Per gli uomini adulti, di sana e robusta costituzione, il limite massimo oscilla - a seconda degli studi e dei pareri degli esperti - sui tre calici al dì (meglio due) per i maschi e per le donne - il cui metabolismo funziona diversamente e il cui peso corporeo è, in genere, inferiore - si scende a due (meglio uno).

BINGE DRINKING, ALLARME FRA I GIOVANI – A preoccupare gli esperti è soprattutto il rapporto deleterio con l’alcol che emerge sempre più chiaramente anche in Italia fra giovani e giovanissimi, sebbene anche gli anziani abusino ormai sempre più spesso. Negli ultimi 10 anni tra i giovani sono aumentati i consumatori occasionali, quelli che bevono fuori pasto e di chi consuma altri alcolici oltre a vino e birra, mentre si sono ridotti i consumatori giornalieri e quelli che si limitano a vino e birra durante i pasti. Sempre più ragazzi bevono solo per sballarsi o ubriacarsi (lo fa il 42 per cento dei maschi e il 21 delle femmine minorenni) e, secondo i dati Istat, è sempre più diffusa la tendenza a bere a ritmi compulsivi (il cosiddetto binge drinking): sei o più bicchieri di alcolici e superalcolici in un’unica occasione, in meno di due ore. E’ di moda soprattutto tra i 18-24enni (698mila persone in tutto, il 16,6 per cento dei ragazzi), solitamente senza mangiare nulla. Ma anche il 13,6 per cento degli 11-15enni (392 mila persone) consuma alcol e si abbassa l’età del primo bicchiere: accade nel 3,5 per cento dei ragazzi tra gli 11 e 15 anni, nel 15,8 tra i 16 e i 17 anni e nel 29, 4 per cento tra i 18 e i 24 anni. Non è più solo un’abitudine del weekend come dimostrano i dati dei ricoveri in ospedali per gli effetti tossici da alcol (nel 2010 il numero degli under 14 ricoverati per intossicazione alcolica è aumentato del 28 per cento).

«DRUNKORESSIA», IN AMERICA E’ BOOM - «È bene sapere che non si va in coma etilico - conclude Scafato - per aver bevuto due litri di vodka. Possono bastare anche due bicchieri, magari presi a stomaco vuoto in una persona che pesa poco. Il fegato di un adulto infatti è capace di metabolizzare sei grammi di alcol all’ora (cioè mezzo bicchiere di vino o birra o un dito di superalcolico). Superata quella soglia, l’alcol arriva al cervello intossicando le sue cellule». C’è però persino di peggio: l’alcol, si sa, fa ingrassare e un drink può contenere fino a 500 kilocalorie. Per questo molte giovani hanno iniziato a mettere in pratica una moda allarmante: non mangiare per un giorno intero (a volte anche due) prima del weekend, per poi poter bere a dismisura senza perdere la linea. L’inquietante mix si chiama drunkoressia (unisce alcolismo e anoressia) e conosce un vero e proprio boom in America, dove già una ragazza su tre è pronta a ridurre drasticamente i pasti pur di poter bere liberamente la sera e avere un fisico magro. I danni sono inequivocabili: l’organo più danneggiato è il fegato, che ha la funzione di metabolizzare l’alcol e sviluppa forme di epatite alcolica, steatosi (fegato grasso), cirrosi e tumore. E poi ci sono problemi ai reni, al cuore, alla circolazione, ai denti e all’esofago.

Vera Martinella (Fondazione Veronesi)
15 settembre 2011

Alcol e Giovani: e la chiamano estate!!

 

04/08/2011 - VACANZE E ALCOL UNA PIAGA TRA I GIOVANI
Dramma al party hawaiano 50 in ospedale per etilismo
Nella via principale un giovane si trascinava una tanica di 15 litri di vino rosso
 
La maggior parte erano minorenni,
ricoverato un tredicenne
Proteste a Sestri Levante: «Vandalismo e sporcizia ovunque»
ALESSANDRA PIERACCI  SESTRI LEVANTE (GENOVA)


Settanta chiamate al 118, 51 giovani finiti in ambulanza al pronto soccorso quasi tutti per etilismo, il più piccolo di appena 13 anni. «Un bambino», dice una volontaria della Croce Verde. «La maggior parte erano minorenni», aggiunge un suo collega reduce dalla notte infernale. E poi feriti da schegge di vetro, per bottigliate date e ricevute, ma anche per un pugno sferrato contro una vetrina, tanto da avere avambraccio e vasi sanguigni squarciati.

E’ il bilancio della festa hawaiana, tradizionale appuntamento del primo martedì di agosto che nel giro degli ultimi anni si è trasformato, grazie al passaparola via web (30 mila contatti su Facebook), in un’adunata oceanica con arrivi anche da Lombardia e Piemonte. Un evento segnato in passato da episodi di vandalismo e violenza (un’auto dei carabinieri con i militari a bordo sollevata di peso, vagoni ferroviari semidistrutti, risse e aggressioni) tanto da scatenare polemiche tra gli abitanti sull’opportunità di riproporlo. E il sindaco, Andrea Lavarello, che dichiara di poter intervenire solo per scongiurare il peggio, perché si tratta di una manifestazione popolare spontanea, quest’anno aveva emesso una severissima e dettagliatissima ordinanza in merito alla vendita di sostanze alcooliche. Ha incontrato prefetto e questore. Poi martedì sera ha «cinturato» la città per controllare zaini e portabagagli e ha mandato agenti della polizia municipale in borghese, chiedendo aiuto anche ai carabinieri, alla polizia di stato e alla guardia di finanza, a spiare bar e locali: nei prossimi giorni partiranno le sanzioni.

Ma più che gli esercizi, presi d’assalto da oltre ventimila persone, tanto da far chiudere per esaurimento scorte alcuni locali già a mezzanotte, è fluito a fiumi l’alcool portato da fuori. Nonostante il lavoro degli spazzini, già all’opera dalle quattro del mattino per ripulire lo strato di spazzatura che deturpava l’intero centro storico, il lungomare e la spiaggia, dai bidoni ieri spuntavano ancora le bottiglie vuote di gin, vodka, amari. «C’era un ragazzo che si portava dietro una tanica di plastica da 15 litri piena di vino rosso», racconta una turista. Bottiglie e taniche nascoste fin dal mattino sotto le barche, per garantire lo sballo serale.

Le macchine per lavare le strade hanno cancellato all’alba le tracce maleodoranti dei tanti malori. In contemporanea con le ultime partenze di decine di giovani malfermi sulle gambe che hanno raggiunto la stazione, incrociando i pendolari in viaggio verso il posto di lavoro. Il primo treno della notte per tornare a Genova partiva alle 4,30. Non c’è stato tempo per ripulirlo. «Una vergogna, spazzatura, vetri rotti, sedili divelti, mozziconi di sigarette, odori nauseabondi di vomito e urina»: è l’immediata protesta del Comitato Pendolari. Eppure quest’anno è andata meglio, con una decina di gabinetti chimici sistemati in zone strategiche, le auto in sosta degli abitanti fatte spostare in previsione della ressa, le fioriere sbullonate e trasferite per rendere più fluido lo scorrimento.

«Il problema è l’alcolismo giovanile diventato una piaga sociale - dice il sindaco (Pd, secondo mandato) - che bisogna affrontare a partire dalla famiglia. La festa in sé è stata bellissima, con intere famiglie nelle piazze, bambini e anziani. La musica è finita poco dopo le due di notte». Tutti erano abbigliati in tema, con pareo, gonnellino di rafia, camicia a fiori o almeno la collana. Su uno dei tre palchi allestiti dall’organizzazione (un gruppo di esercenti, insieme al Comune) è salita a ballare anche una signora di 102 anni.

 

Il Sindaco di Roma ha emesso una Ordinanza di divieto alcol

Gli ultimi eventi terribili di risse e danneggiamenti operati da persone ubriache ha spinto il Sindaco di Roma ad agire con determinazione, è stata infatti emessa una Ordinanza in cui viene fatto divieto di vendita al dettaglio, o per asporto, di bevande alcoliche dopo le ore 23:00; divieto di somministrazione di bevande alcoliche e divieto di consumo di bevande alcoliche su strade pubbliche o aperte al pubblico transito, dalle ore 23 alle ore 6 in specificati ambiti urbani, a decorrere dall’1 luglio al 30 settembre 2011. Questa Ordinanza si applica ad alcuni municipi.

leggi l'Ordinanza

Nessuno dice che l'alcol danneggia tutti

http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=37993&sez=HOME_INITALIA&npl=&desc_sez=

 

Pescara, ubriaco alla guida finisce su processione Via Crucis: salvato dal linciaggio

 

ROMA - Ubriaco alla guida ha rischiato prima di investire alcuni fedeli in processione per la Via Crucis e poi di essere linciato dalla folla. E' successo ieri sera alle ore 21.30 circa in via San Rocco a Collecorvino, in provincia di Pescara, mentre era in corso la processione del venerdì Santo. L'auto, una Fiat Stilo guidata da un trentenne e su cui viaggiavano anche altri due giovani, si è infilata nella parte finale del corteo rischiando di investire i fedeli, tra cui molte donne e bambini. Il trentenne è riuscito a frenare e a fermare l'auto in mezzo alla strada. A quel punto però la vettura è stata circondata da circa cento persone e i tre occupanti hanno evitato il linciaggio solo grazie all'intervento dei carabinieri. Il conducente, risultato positivo al test dell'alcol con un tasso pari a 1,75 g/l, oltre 3 volte il limite, è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza. I militari hanno poi proceduto al ritiro della patente e al sequestro dell'auto.

Sabato 23 Aprile 2011 - 16:30

 

Nessuno dice che l'alcol danneggia tutti

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=146773&sez=HOME_INITALIA

 

Ubriaco alla guida travolge intera famiglia
muoiono madre e figlia: arrestato 29enne

Sabato 23 Aprile 2011 - 12:30 Ultimo aggiornamento: 16:07

ROMA - Guidava ubriaco ed è stato arrestato il conducente del furgone che, poco prima delle 21 di ieri, nel centro abitato di S. Antonio di Medicina, nella Bassa Bolognese, ha travolto un'intera famiglia che stava andando a piedi alle celebrazioni religiose per la Via Crucis, uccidendo madre e figlia: Valeria Bonora, 50 anni, infermiera all'ospedale di Budrio, e Sofia Mistry, studentessa di 25 anni. Un'altra figlia di 26 anni, incinta, è finita al pronto soccorso ostetrico dell'ospedale S.Orsola di Bologna, ma le sue lesioni non sono apparse gravi. Finiti in ospedale nel capoluogo anche i due gemellini di otto anni, per lo shock emotivo.

La zona dell'incidente era illuminata. La famiglia camminava lungo il ciglio della strada, in via Idice, quando il furgoncino è sopraggiunto dietro di loro travolgendoli.

Alla guida del Fiat Ducato c'era Luca M., 29 anni, di Medicina, incensurato. Portato in caserma dopo l'incidente e sottoposto a test alcolemici, è risultato avere un tasso di alcol nel sangue "molto superiore alla norma". I carabinieri di Medicina lo hanno arrestato e portato in carcere, a disposizione del pm Giuseppe Di Giorgio, con le accuse di omicidio colposo plurimo e guida in stato di ebbrezza.

 

NESSUNO PARLA DI ALCOLISMO, NESSUNO DICE CHE L'ALCOL DANNEGGIA TUTTI

È successo in località Torri, a pochi chilometri da Ventimiglia

Ucciso a calci e pugni per difendere il figlio
Scatta il fermo per quattro romeni

La vittima, un 53enne, pestata a morte dopo aver cercato di aiutare il figlio 20enne che era stato aggredito

MILANO - Ucciso a calci e pugni per difendere il figlio da una aggressione. È morto così Walter Allavena, idraulico 53enne di Ventimiglia. Il delitto è avvenuto nella notte tra sabato e domenica in località Torri, a pochi chilometri da Ventimiglia. Ora è scattato il fermo per quattro romeni, accusati di omicidio preterintenzionale. I fermati sono giovani tra i 19 e 37 anni, tutti residenti nella zona di Ventimiglia. Sarà l'esito dell'autopsia a chiarire le cause del decesso. Secondo una prima sommaria ricostruzione, comunque, Allavena è stato accerchiato da un gruppo di romeni che prima avevano aggredito il figlio ventenne, ed è stato picchiato brutalmente. Gli uomini della squadra mobile e quelli del commissariato di Ventimiglia hanno interrogato un gruppo composto da almeno una decina di persone sospettate di essere gli autori del pestaggio mortale. Per accertare la dinamica di quanto avvenuto sono stati ascoltati cinque italiani, che sarebbero testimoni di quanto avvenuto. In commissariato anche il figlio della vittima: il ragazzo ha un occhio pesto ed è e visibilmente sotto choc.

LA RICOSTRUZIONE - Secondo quanto ricostruito, tutto sarebbe iniziato quando il figlio ventenne della vittima, che si trovava in compagnia di alcuni amici, ha avuto una discussione - sembra a causa di un cane - con alcuni giovani romeni. Tra i ragazzi ci sarebbe stata una piccola rissa, ma poi i due gruppi si sarebbero separati. I romeni tuttavia sarebbero tornati indietro, più numerosi di prima, fino a pochi metri dalla casa di Allavena, dove avrebbero rintracciato il ragazzo picchiandolo. Il padre del giovane sentendo le urla è uscito dall'abitazione ed è intervenuto per sedare il pestaggio. È a quel punto che gli immigrati si sarebbero accaniti contro Walter Allavena. L'autopsia dovrà chiarire se l'uomo è morto per i calci, i pugni e le percosse subite o per aver sbattuto la testa, cadendo a terra.

LE TESTIMONIANZE - Agghiaccianti i racconti dei testimoni. «Sono arrivati in gruppo ieri sera verso le 23,30 mentre eravamo ad una festa di paese. Volevano attaccar briga. Erano ubriachi. Volevano toccare il nostro cane che si è spaventato e per questo uno di noi lo ha preso in braccio. Poi hanno iniziato a picchiarci. Ce l'avevano soprattutto con Claudio, il figlio di Walter» riferisce all'uscita dal commissariato Luigi, uno degli amici di Claudio Allavena, il figlio del 53enne pestato a morte. «Il papà di Claudio è sceso e allora sono andati addosso a lui e lo hanno picchiato», conclude Luigi. «Ho sentito le urla e mi sono precipitato per vedere cosa fosse successo, ma quando sono arrivato il corpo di mio cognato era già steso a terra» ha raccontato invece un parente della vittima, Sergio Cortese. «Erano ubriachi e non sono del paese. Ho saputo che già la settimana scorsa dei romeni avrebbero avuto dei battibecchi con mio nipote Claudio e Walter stanotte era intervenuto per portarlo via». Tra le altre voci anche quella di Flavio Dario, intervenuto più volte per cercare di sedare la rissa: «Ho visto che picchiavano selvaggiamente Walter con calci e pugni. Non si fermavano. Walter è caduto a terra. Ho chiamato il 118 ed ho cercato di rianimarlo seguendo le loro indicazioni, ma non c'è stato niente da fare».

SGOMENTO A TORRI - Intanto, tra gli abitanti di Torri, un borgo medievale di duecento anime, a pochi chilometri da Ventimiglia, c'è sgomento per quanto accaduto. In molti stamani sono arrivati davanti all'«Osteria del nonno», il locale dove era in corso la festa e fuori dal quale è iniziata l'aggressione che si è conclusa ad un centinaio di metri, sotto l'abitazione degli Allavena. Conosceva personalmente la vittima il sindaco di Ventimiglia Gaetano Scullino. «Walter era davvero una brava persona - afferma il primo cittadino, visibilmente scosso -. Era impegnato nel sociale e per la sua comunità. Questa è una tragedia, sono vicino alla sua famiglia». Scullino ci tiene comunque a sottolineare che i romeni sono inseriti a Ventimiglia «Lavorano - spiega il sindaco -, ma spesso bevono e questo è un problema, perché diventano violenti, ma fatti così gravi non si erano mai verificati».

Redazione online
10 aprile 2011© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'ALCOL DANNEGGIA TUTTI

 

Una rivoluzione che arriva dritta dal nuovo codice della strada: secondo l'Art. 23-bis del DDL 1720 diventato legge, gli esercizi dotati di licenza vendita alcolici (autorizzazione ex art. 86 del TULPS) aperti dopo le ore 24 hanno avranno l'obbligo di affiggere le nuove tabelle alcolemiche all'entrata, all'uscita e all'interno del locale. Alla stessa data è fatto anche obbligo ai suddetti esercizi di mettere a disposizione dei clienti uno strumento "Precursore" (Etilometro) per la misurazione del tasso alcolemico.

Insomma l'ultimo passo verso la lotta all'uso di alcol da parte degli automobilisti perché a fine luglio erano già entrati in vigore il divieto di somministrare e vendere bevande alcoliche e superalcoliche dalle 3 alle ore 6 in tutti i pubblici esercizi (alberghi, ristoranti, bar, pub, locali da ballo e di intrattenimento, agriturismi), circoli privati, fiere, sagre; il divieto di vendere per asporto bevande superalcoliche dalle ore 22 alle ore 6 nelle aree di servizio situate lungo le autostrade e alcune strade. Ma anche il divieto di somministrare bevande superalcoliche in qualsiasi ora e di somministrare bevande alcoliche limitatamente alla fascia oraria dalle ore 2 alle  ore 6, sempre nelle aree di servizio situate lungo le autostrade e alcune

strade.

Più si comincia a bere da piccoli

GERMANIA

Prima si beve da piccoli,
più ci si attacca alla bottiglia da grandi

Dall’età del primo bicchiere dipende la tendenza
a cadere nell’alcolismo davanti alle prove della vita

Alcolismo giovanile
Alcolismo giovanile
MILANO - Gli eventi traumatici che stravolgono la vita portano al bar soprattutto chi ha conosciuto fin da piccolo il subdolo potere rilassante ed estraniante dell’alcol. I due fattori, cioè la precocità del primo assaggio e il carico di prove che il destino ha riservato a ognuno, si potenziano infatti tra loro, spiega uno studio che sarà pubblicato sul numero di giugno di Alcoholism: Clinical and Experimental Research.

LO STUDIO- I ricercatori tedeschi hanno raccolto i dati relativi a circa 300 adulti, partecipanti a uno studio epidemiologico, a cui hanno chiesto l’età a cui per la prima volta avevano toccato l’alcol, come e quanto bevevano all’età di 22 anni, se erano passati attraverso prove particolarmente dure negli ultimi tre anni e quali erano state invece le piccole difficoltà quotidiane che avevano dovuto affrontare nel mese precedente. Ma anche, ovviamente, quanto e con che frequenza avevano assunto bevande alcoliche nell’ultimo periodo. In chi aveva cominciato a bere fin da piccolo, l’aver dovuto fronteggiare eventi particolarmente stressanti  come un grave lutto, una separazione, un fallimento, la perdita del lavoro aumentavano molto più che negli altri il ricorso all’alcol. «L’effetto non si registra tanto nella frequenza delle bevute» precisa  Dorothea Blomeyer, ricercatrice del Central Institute of Mental Health di Mannheim che ha coordinato il lavoro, «quanto nell’apporto totale della sostanza: in altre parole, significa che chi si trova in questa situazione non acquisisce l’abitudine quotidiana a bere, ma tende ad abusarne occasionalmente, per esempio in risposta ai piccoli problemi di ogni giorno». In chi non ha subito traumi più rilevanti , invece, i piccoli guai di ogni giorno da soli non sembrano in grado di far bere di più nemmeno chi ha cominciato da bambino.  

COMINCIARE PRESTO- «A questo proposito ci ha colpito che la metà circa degli intervistati avesse iniziato a bere prima dei 14 anni» spiega la ricercatrice; un dato superiore a quello rilevato in Italia dall’indagine multiscopo ISTAT secondo cui, nel 2009, nella fascia al di sotto dell’età legale (cioè tra gli 11 e i 15 anni), meno di un ragazzo su cinque dichiara di aver bevuto nell’anno precedente almeno una bevanda alcolica. «E’ probabile che chi viene a contatto presto con gli effetti dell’alcol impara a ricorrere al bicchiere per superare le difficoltà dell’adolescenza» spiega Blomeyer, «un periodo della vita in cui purtroppo questo è un sistema molto diffuso per fronteggiare i problemi, e che invece rischia di amplificarli». Lo studio tedesco non ha invece fatto distinzione tra i diversi tipi di traumi che possono colpire l’individuo in età adulta, se cioè la disoccupazione piuttosto che un divorzio favoriscano in maniera diversa il ricorso all’alcol. «Quel che emerge dai nostri dati» conclude la ricercatrice, «è piuttosto che per chi ha cominciato a bere fin da piccolo occorre maggiore attenzione: se, alla luce della nostra scoperta, queste persone riceveranno maggiore sostegno nelle difficoltà e si insegneranno loro strategie per affrontare le situazioni critiche, si potrà ridurre il numero di coloro che si attaccheranno alla bottiglia con gravi conseguenze personali, familiari e sociali». 

Roberta Villa
07 aprile 2011© RIPRODUZIONE RISERVATA 

http://www.corriere.it/salute/nutrizione/11_aprile_07/alcolismo-bimbi-adulti-villa_1e97668c-6065-11e0-b08f-b6a500053cfc.shtml

 

 

Movida Romana 1 e 2

 

 http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_aprile_5/coma-etilico15enne-venditore-190374568355.shtml

 

2/ Movida E ordinanza ANTI ALCOL

Ragazzina in coma etilico, trovato
chi vendette la vodka: prima denuncia

Ancora grave la quindicenne. Il locale sotto accusa non è in centro. Alemanno: «A Campo de' Fiori clima cambiato. Le sanzioni possono essere anche più dure»

ROMA - Giulia resiste. È ancora intubata nel reparto di rianimazione dell'ospedale Bambino Gesù ma le sue condizioni, secondo i medici, sono stazionarie. A quindici anni ancora da compiere, la ragazza ha rischiato di morire dopo essersi ubriacata sabato scorso con i superalcolici acquistati con alcune amiche prima di recarsi a Campo de' Fiori. Ieri la polizia ha individuato il titolare dell'enoteca dietro piazza Fiume dove la comitiva di giovani, fra i quali Giulia e altre due ragazze quattordicenni, si è rifornita di vodka.

Gli investigatori del commissariato Trevi-Campo Marzio, diretti da Lorenzo Suraci, hanno ascoltato gli amici della giovanissima tunisina per ricostruire cosa sia successo prima che l'alcol rischiasse di ucciderla. Si tratta di ragazzi dei Parioli e del Flaminio, figli di diplomatici e professori universitari. Secondo gli accertamenti degli agenti, Giulia con le due amiche ha acquistato un paio di bottiglie di vodka, una proprio sabato e l'altra due giorni prima, nello stesso locale, ben prima dell'entrata in vigore dell'ordinanza anti-alcol e in un esercizio commerciale non del centro ma nel II Municipio.

Il commerciante, A.M., 57 anni, è stato denunciato per aver venduto la vodka a minori di 16 anni. L'articolo 89 del Codice penale prevede anche l'arresto e la condanna a un anno di carcere, sanzioni che tuttavia non sono state applicate in questo caso. «Non mi sono accorto che fossero così giovani, proprio non ci ho fatto caso», si sarebbe giustificato il negoziante. L'enoteca rischia la chiusura ma soltanto dopo un'eventuale condanna.
Ma la polizia, che tre giorni fa con il suo intervento ha salvato la vita di Giulia trasportandola al «Fatebenefratelli» sull'Isola Tiberina dopo averla soccorsa priva di sensi in via dei Farnesi, vicino a Campo de' Fiori, vuole chiarire anche altri aspetti della vicenda, e l'eventuale coinvolgimento di altri ragazzi maggiorenni che potrebbero aver assistito allo «sballo» delle minorenni. In particolare uno che deve essere ancora rintracciato.

Sul drammatico episodio intanto è intervenuto anche il sindaco Gianni Alemanno per il quale quello della giovane in coma etilico «è il comportamento sbagliato di una ragazza che è andata fuori controllo. Noi possiamo assicurare che tutto questo non avvenga per strada, ma se una persona entra in un locale e trova qualche sciagurato che gli vende l'alcol anche se non ha l'età oppure si ubriaca a casa, siamo sul piano che attiene ad altro genere di interventi».

Sul fatto che la giovane si sia ubriacata prima delle 23, orario di entrata in vigore del provvedimento antialcol, Alemanno ha aggiunto che «si possono applicare anche forme più dure. Crediamo che l'equilibrio giusto per tenere vive le nostre strade sia quello di avere delle regole. A Campo de' Fiori - ha concluso - ho trovato un clima nettamente cambiato: il senso dell'ordinanza non è quello di impedire di bere, cosa che è materialmente impossibile, ma evitare che ci siano grandi assembramenti di persone che hanno alzato un po' il gomito e sono fuori controllo. E se qualche locale eccede, bisogna sanzionarlo».
 

Rinaldo Frignani
05 aprile 2011© RIPRODUZIONE RISERVATA

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_aprile_4/15enne-coma-etilico-190367513333.shtml

MOVIDA

Quindicenne in coma etilico
«Punire chi le ha dato l'alcol»

Il sindaco interviene sul caso della ragazza che è passata di locale in locale, bevendo un bicchiere dietro l'altro

 

ROMA - Giulia ha cominciato a bere alle otto di sabato sera. Un bicchiere dietro l'altro: un paio di spritz, una birra. Poi il vino. Nessuno dietro il bancone, nei locali del centro, fra Campo de' Fiori e piazza Navona, si è fatto venire il dubbio che quella ragazzina di 15 anni fosse troppo giovane per poter consumare tutto quell'alcol in così poco tempo. «Non è ammissibile che un minorenne trovi chi gli dà dell'alcol» ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno. «Noi possiamo assicurare che tutto questo non avvenga per strada ma, se una persona entra in un locale e trova qualche sciagurato che gli da l'alcol anche se non ha l'età oppure si ubriaca a casa, siamo sul piano che attiene ad altro genere di interventi».

Il controlli a Campo de' Fiori (Ansa)
Il controlli a Campo de' Fiori (Ansa)
NESSUNO L'HA FERMATA IN TEMPO - Nemmeno le amiche, con le quali Giulia, un nome di fantasia, era uscita poco prima, l'hanno fermata in tempo. Così la ragazzina è andata avanti per due ore, passando da un locale all'altro della movida. Un'escalation di alcol che all'improvviso le ha fatto perdere conoscenza su via dei Farnesi, a Campo de' Fiori, e l'ha fatta finire in coma etilico. Un dramma, uno choc, peraltro il giorno dopo l'entrata in vigore dell'ordinanza comunale anti-alcol voluta dal sindaco Gianni Alemanno. Ma Giulia si è ubriacata prima delle 23, l'orario limite previsto dal provvedimento, e ha rischiato di morire.

CORSA ALL'OSPEDALE - A salvarla sono stati gli agenti di una volante della polizia.Hanno visto il capannello di ragazze attorno a Giulia, distesa a terra, e l'hanno portata di corsa in ospedale. Dopo una notte di cure, la quindicenne si è ripresa. Ora è fuori pericolo. Ma la polizia vuole andare fino in fondo. Per il malore che ha quasi ucciso la minore potrebbero pagare i gestori dei locali che le hanno servito da bere. Sia a lei sia alle sue amiche. Rischiano l'arresto e la chiusura del locale.

Vita notturna (Jpeg)
Vita notturna (Jpeg)
REGOLE E TRASGRESSIONE - Il sindaco è intervenuto lunedì mattina sulla questione del limite di orario delle 23, previsto dall'ordinanza dicendo che «si possono applicare anche forme più dure». Ma il presidente della Fipe Confcommercio di Roma Nazzareno Sacchi gli risponde: «Si possono inventare anche altre tre ordinanze più rigide ma siamo a Roma, non nel deserto chi vuole l'alcol se lo procura». E la polemica si accende. «Io non sono un sociologo - continua - ma credo che quello che realmente serve ai nostri giovani siano interventi educativi che passino per la scuola, per la famiglia, insomma dare delle alternative». Sulla punizione a chi ha somministrato bevande Sacchi concorda con il Sindaco: «ha commesso un reato e va punito». Ma poi aggiunge: «Bisogna vedere se è accaduto oppure se qualcuno non abbia comprato alcol per lei o non se lo sia portato da casa. Le risposte che il sindaco continua a dare sono di coercizione, di controllo, di stato di polizia e questo peggiora la situazione».

VITA NOTTURNA - Quello della ragazza 15enne in coma etilico è solo uno degli episodi di un'altra nottata di controlli sulla movida. La polizia ha sospeso la licenza a tre pub, arrestato uno spacciatore a San Basilio e denunciato due suonatori di «bonghi» a San Lorenzo. Altri 4 gestori sono stati denunciati per frode alimentare. In manette anche un ragazzo di 17 anni accusato di due rapine alle fermate del bus «80» fra piazza San Silvestro e Val Melaina. Al Pigneto e a San Lorenzo i carabinieri hanno arrestato altre 10 persone (fra cui 3 spagnoli che avevano infranto le vetrine di un pub vicino piazza Venezia), denunciandone 7 che guidavano ubriachi. La polizia municipale ha infine elevato 19 multe per violazione dell'ordinanza antialcol, e altre 331 ad automobilisti in divieto di sosta.
 

Rinaldo Frigani e Redazione online
 

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